Facile dire salsa di pomodori!

Le mie storie

(da una chat del gruppo famiglia)

Io: Cosa vi ricorda?

Cheti: I quintali di salsa di pomodoro che facevamo tutti insieme

Monica: A me ricorda il mio babbo, lo zio Leonardo e la grande zia Antonina oltre ai tanti

   fine settimana di settembre

Io: A me ricorda la nonna Rosalia, da bambine a casa sua, il pentolone da “profondo sud”, sotto l’albero di cachi e tutta la famiglia, noi comprese, a passare pomodori.

Edi: il pentolone fuori sotto il cachi… con il fuoco, roba da urlooo!!

Io: Giornate interminabili! Lo zio Rolando e lo zio Leonardo alle prese con il tappa-bottiglie a corona; il passa-pomodori di dimensioni industriale… sembrano storie dal medioevo!

In chiave moderna sarebbe un esempio di “TEAM WORKING”! Eravamo AVANTI!

Altro che master!! Chiedete a noi!

Lavoro di squadra;

Nessuna forma di pregiudizio per l’età (lavoro minorile? What is..?)

Struttura piramidale MATRIARCALE (la nonna Rosalia era un vero leader!)

Ripartizione democratica degli utili (500 kg di pomodori da dividere)

Gratificazione dei salariati (noi bambine che mangiavamo il pane inzuppandolo direttamente nel pentolone, che soddisfazione!!)

Ma quale sindacato?!?!!! Dovevi solo provare a dire che non volevi partecipare al lavoro collettivo…

Formazione ad alto livello: tutte noi sapevamo come fare pommarole e conserve! Perché in contemporanea si lavoravano le melanzane sott’olio e le sarde sotto sale, scorte per tutto l’inverno!

Lia:Vero! e noi bambini partecipavamo alla lavorazione.

 Io mi ricordo che la nonna a noi bambine preparava la pasta con la mollica…

Io: Senza saperlo… Siamo state fortunate!

Io: Anche per questo il nostro legame è viscerale…

Come direbbe la nonna: “la famigghia è famigghia! E siete sangu  di lu me cori”

Possiamo andare in qualunque parte del mondo, potremmo non sentirci per mesi, ma…. Noi abbiamo fatto per anniiii!!! La salsa di pomodoro INSIEME. Punto.

La “cuginanza diventa sorellanza” le zie diventano madri… Non ne possiamo uscire, è così. Punto.

Monica: Io ricordo la zia Antonina, perché con gli anni la nonna aveva passato il mestolo a lei…

E le discussioni dello zio e di mio babbo per come mettere le bottiglie, nel “bidone” a bagnomaria, per non farle rompere. Lo zio poi aggiungeva sempre “le previsioni lunari” anche per quante bottiglie si sarebbero rotte

Io: La storia della luna… Vero! Anna, sei la prima di tutti noi, cugina cara, ora il mestolo tocca a te! 

Anna: io la farò la settimana prossima!

Io: vengo anch’io a farla con te!

Anna: quando vuoi!

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