Galeotte le giuggiole…

Le mie storie

Nel mio giardino ho piantato un albero di “giuggiole giganti” e da un paio di anni ne regala copiose.

Il mio giuggiolo oltre ad essere generoso è molto bello anche a vedersi e sicuramente “invoglia” a prendere i suoi frutti.

Proprio un paio di giorni fa, un gruppetto di ragazzini, figli di alcuni vicini di casa, passando davanti al mio giardino si sono fermati davanti all’albero (dovete sapere che la finestra della mia cucina è proprio prospiciente al giardino, per cui si vede, anche non volendo, proprio tutto!) dunque stavo dicendo che questi ragazzini si sono fatti tentare dalle mie giuggiole.

Il più agile di loro, si è allora offerto di arrampicarsi sulla ringhiera di recinzione, appendersi ad un ramo, tirarlo verso di lui – in bilico- e “rubare” le giuggiole.

Vi confesso che mentre divertita osservavo la scena, il diavoletto sulla mia spalla sinistra mi ha fatto aprire la finestra e cogliere in fragrante reato, con le mani nel sacco, il furbetto di questa generazione

Io trionfante:- “ Se vuoi le giuggiole, dimmelo, te le darò, ma non mi “sbarbare” l’albero!”  

Lui, nell’ imbarazzo generale: – “ Signora io io… non volevo…”

Mi sono proprio sentita in colpa…  ho ricordato di quando anchi’io, da ragazzina, abitando a quei tempi ai margini del paese, un po’ in campagna, andavo a rubare le giuggiole (perché diciamolo sono le giuggiole che sono nate apposta per farsi rubare!) mi sono proprio detta tra me e me:- “Sabrina stai invecchiando!”

Insomma ho preso un sacchettino e l’ho dato al ragazzino che ha raccolto le giuggiole per se e per i suoi compagni.

lo so, non ha lo stesso sapore che rubarle, ma… la prossima volta starò nascosta dietro la finestra e non mi farò vedere.

Con le giuggiole comunque ho fatto la confettura, che è venuta proprio buona!

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