I study English!

Le mie storie

In questo periodo sono alle prese con lo studio di una lingua per me “very very difficult”: The English.

L’ho studiato a scuola, un esame all’università, un viaggio studio a Londra, però, a mio favore, devo dire che tutto ciò avveniva quando ero molto giovane e da allora sono passati un po’ di anni.

C’è poco da fare, è come se il mio cervello si rifiutasse di capire la logica di una lingua che ha suoni ritmici – io invece sono portata per la melodia- ma, più che altro, ha una grammatica troppo “semplicistica” … il mio errore, infatti, è quello di voler tradurre da una lingua latina e melodica come l’italiano in inglese.

Tutto ciò è appunto impossible! Tantè che la mia insegnate di allora, certa teacher Diana, diceva che il mio era un “inglese greco”.

Io aggiungerei che non si può paragonare un Valzer ad un brano Rock!

Adesso che per motivi di lavoro, ho ripreso a studiarlo, con  la mia nuova insegnante Sylvia, di madre lingua canadese (alla quale dedico queste righe), mi sono resa conto che è una questione di metodo e non è vero che sono io “zucchettona” da non capire, ma tante volte è come ti viene insegnata una certa materia, compito di un insegnante di lingue straniere è darti gli strumenti necessari ad aprire “certe porte” per entrare nella materia stessa, infatti adesso mi sembra tutto molto più semplice.

 Mi direte:

-“che c’entra tutto questo con la cucina?”

Obviously che c’entra!

La cucina ormai è materia internazionale, sempre più spesso mi ritrovo ad insegnare a persone straniere e l’inglese è la lingua che ci accomuna un po’ tutti, non sarà bello come le lingue neolatine, ma “così è se vi pare”.

Condividi sui social

Menu