La “Frocia” piatto dei ricordi

Le mie storie

La Frocia (per chi non lo sapesse è una “cosa che si mangia”) è un piatto che fa parte della mia infanzia, per trovarla devo affondare le “narici” nei miei ricordi di bambina, rievocare il suo profumo e far riemergere la mia parte sicula.

La Frocia – così la pronunciava mia nonna Rosalia, classe 1910, nata “vista mare” a Ribera, nel sud della Sicilia – non è una frittata, non è una torta salata, non è neppure un dolce, è quasi sicuramente una ricetta siciliana, ma forse anche un po’ francese…

E’ un trionfo di aromi che fa attivare l’olfatto, poi la vista e solo in ultimo il gusto.

Tutte le volte che la propongo, nel silenzio del mio cuore (lo so! Sto diventando romantica, ma ho la mia età…) la dedico alle donne della mia estesa famiglia matriarcale, del Sud, emigrata in Toscana dopo la guerra o, come direbbe sempre mia nonna, “dopo il passaggio degli Americani”.

Nella mia Frocia c’è l’amore di nonna Rosalia, grande cuoca, mia maestra di vita oltre che di cucina; c’è la forza di mia zia Antonina, il fuoco di Antonina “cugina” così chiamata, da mia madre e le sue sorelle, per distinguerla da Antonia (mia zia) detta sorella.

A tutte loro, sono grata per la cultura e le emozioni che mi hanno lasciato in eredità, ingredienti fondamentali della mia cucina e del mio lavoro.

Condividi sui social

Menu