Le tagliatelle di nonna Pina

Le mie storie

Uno dei corsi più frequentati della mia scuola, è quello di pasta fresca; la spinta per molti miei “allievi” (per lo più donne, ma ultimamente anche qualche uomo)  è stata la curiosità di apprendere la magia dell’impasto, capire la funzione del glutine, l’importanza della materia prima, la differenza tra una farina di grano tenero e una semola di grano duro, la quantità di uova da utilizzare… va, inoltre, aggiunto il divertimento di condividere una passione con altre persone.

La conferma di questa ritrovata passione per l’arte bianca in genere, l’abbiamo vista durante la quarantena da Covid 19, di come gli Italiani si siano dedicati ad impastare e a cucinare   mostrando  poi piatti da “masterchef casalingo” sui social.

Ad onor del vero, va comunque detto che non si diventa “sfogline” in una settimana, ma occorre tempo e pratica; il buon impasto è il risultato di prove su prove, di manualità acquisita, dell’uso del mattarello o di “nonna papera”, però una cosa è certa: una volta iniziato questo percorso non si torna indietro, la soddisfazione di stupire i commensali, con dei buoni tortelli o delle gustose tagliatelle, è talmente appagante, che la domenica mattina, non sarà più una fatica tirare fuori la  spianatoia e la farina, ma un piacevole modo di dedicare il tempo a se stessi e agli altri invitati a tavola.

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