Viva la pappa al pomodoro!

Le mie storie

Vi ricordate una Rita Pavone giovanissima che cantava “viva la pappapappa col popopopomodoroo”! Interpretava Gian Burrasca, personaggio protagonista di un libro  classico della letteratura per ragazzi “Il giornalino di Giamburrasca” scritto, nel 1907, da Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli).

Chi non si ricorda, di questo ragazzino toscano, Giannino Stoppani, tanto irrequieto da guadagnarsi il soprannome di Gian Burrasca?

 Io credo di aver sentito parlare della pappa al pomodoro proprio leggendo il libro.

In realtà si tratta di una antica pietanza, la cui origine è sicuramente da cercare nelle “tavole” dei contadini toscani. Era un piatto povero utile a riciclare gli avanzi di pane raffermo, cotto nella salsa di pomodoro, “improfumato” con del basilico fresco e un filo di buon olio di oliva extravergine toscano.

Oggi, la pappa al pomodoro, è diventata un piatto gustoso, ricercato e molto apprezzato; tant’è che, proprio per il mio lavoro di personal chef, mi ritrovo spesso a farla perché super richiesta. Il segreto della sua bontà sta proprio nella qualità dei suoi pochi e semplici ingredienti. Io, ormai l’ho rivisitata in molti modi: “all’amatriciana”, “all’uccelletto”, in bianco con i carciofi e altri modi, quella che però propongo e che troverete nelle ricette (compresa la ricetta con il Bimby) è la ricetta base classica, proprio quella di cui Gian Burrasca cantava: – Viva la pappa al pomodoro!

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